Kapitel 1 von 2 · A2 · Leicht
Il lampone
Ein Geist in einer Himbeere
Questa storia è successa nel 1854, in un piccolo villaggio della Calabria.
Il giovane barone di B. viveva in un vecchio castello sui monti. Era ricco e felice. Amava tre cose: la caccia, i cavalli e le donne. Aveva molti cani, molti servitori e dodici servitori vestiti di verde, che camminavano davanti e dietro la sua carrozza nei giorni di festa. Non aveva mai lasciato le sue montagne e non pensava mai a niente di serio.
Qualche mese prima era successa una cosa triste. Una giovane cameriera del castello era sparita all'improvviso dal villaggio. Nessuno sapeva dove fosse andata. Alcuni sospettavano di un giovane guardaboschi, un uomo violento che era stato innamorato di lei, ma lei non lo voleva. Ma il guardaboschi era così calmo e tranquillo che nessuno pensò più a lui. Dopo due mesi, al castello, tutti avevano dimenticato la ragazza.
Una mattina di novembre il barone decise di andare a caccia da solo, con i suoi cani. Voleva cacciare dei colombi selvatici nei campi. La terra era bagnata dalla pioggia e i suoi stivali affondavano nel fango. I colombi volavano via prima che lui potesse sparare. Dopo molto tempo il barone era stanco e aveva sete.
All'improvviso vide nel campo una pianta di lamponi piena di frutti rossi e maturi. “Strano!” disse. “Una pianta di lamponi qui, in mezzo al campo! E come sono belli!” Si sedette e mangiò i lamponi, uno dopo l'altro.
Dopo mezz'ora cominciò a sentirsi strano. Il cielo, i campi, i suoi cani gli sembravano diversi. Sentiva un peso nella testa. “Che cosa sono questi desideri nuovi?” pensava. “Queste idee non sono tutte mie. Mi sembra di essere un uomo doppio!”
Raccolse dei fiori e se li mise sul petto, come una ragazza. Poi passò uno stormo di colombi. Il barone prese il fucile, ma all'improvviso ebbe paura del rumore dello sparo. Lasciò cadere il fucile e pensò: “Che begli uccelli!”
Poi passarono alcuni giovani contadini. Il barone li salutò e diventò rosso come una ragazza. Sulla strada incontrò una vecchia, Caterina, e la abbracciò e la baciò. Caterina era spaventata. “Guardatemi bene”, le disse il barone, “sono ancora io? Sono ancora il barone di B.?” E se ne andò gridando: “Sono impazzito!”