Chapitre 1 sur 5 · A2 · Facile
Questo matrimonio non s'ha da fare
Les Fiancés
La sera del 7 novembre 1628, sul lago di Como, vicino a Lecco, don Abbondio tornava a casa dalla passeggiata. Era il curato del paese: un prete tranquillo e pauroso, che voleva solo vivere in pace. A un tratto vide due uomini che lo aspettavano sulla strada. Erano due bravi, uomini armati al servizio di un signore prepotente.
“Signor curato”, disse uno, “lei domani deve sposare Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai.” Era un ordine di don Rodrigo, il signore del paese. Don Abbondio, pieno di paura, promise di obbedire.
Renzo era un giovane filatore di seta, di vent'anni, senza genitori. Lucia era una ragazza buona e semplice, che viveva con la madre, Agnese. La mattina dopo Renzo andò dal curato per il matrimonio. Don Abbondio inventò mille scuse in latino. Ma Perpetua, la sua serva, che non sapeva tenere un segreto, fece capire a Renzo la verità. Renzo era furioso.
Lucia allora raccontò un segreto: qualche giorno prima don Rodrigo l'aveva vista e aveva fatto una scommessa con suo cugino: avrebbe avuto Lucia per sé.
Agnese mandò Renzo a Lecco, da un avvocato, il dottor Azzecca-garbugli. Ma quando l'avvocato sentì il nome di don Rodrigo, cacciò via Renzo. Allora Lucia chiamò fra Cristoforo, un frate cappuccino coraggioso e buono. Da giovane, prima di diventare frate, si chiamava Lodovico e in una lite aveva ucciso un uomo. Da allora aveva dedicato la vita a aiutare i deboli.
Fra Cristoforo andò al palazzo di don Rodrigo e gli chiese di lasciare in pace Lucia. Don Rodrigo rise di lui e lo offese. Allora il frate gli disse: “Verrà un giorno...” e se ne andò.
Agnese ebbe un'idea: un matrimonio a sorpresa. Bastava dire davanti al curato e a due testimoni: “Questa è mia moglie”, “Questo è mio marito”. Così, una notte, Renzo e Lucia entrarono di nascosto in casa di don Abbondio con due testimoni, Tonio e suo fratello Gervaso. Ma don Abbondio gettò un tappeto sulla testa di Lucia, gridò aiuto, e il campanaro suonò la campana.
Nella stessa notte i bravi di don Rodrigo entrarono in casa di Lucia per rapirla. Ma la casa era vuota! Un ragazzo, Menico, avvisò Renzo e le donne del pericolo. Tutti e tre scapparono al convento di fra Cristoforo. Il frate li aiutò a fuggire in barca, attraverso il lago. Lucia guardava le sue montagne e piangeva in silenzio: “Addio, monti...”