17장 중 1장 · A2 · 쉬움
Il pezzo di legno che parla
피노키오의 모험
C'era una volta... —Un re! —diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo di legno da mettere nella stufa d'inverno. Un giorno questo pezzo di legno arrivò nella bottega di un vecchio falegname, mastro Antonio. Tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, perché aveva la punta del naso sempre rossa e lucida, come una ciliegia matura.
Quando vide il pezzo di legno, maestro Ciliegia fu molto contento.
—Questo legno arriva al momento giusto. Ci farò la gamba di un tavolino.
Prese l'ascia per cominciare il lavoro, ma proprio mentre stava per dare il primo colpo, sentì una vocina sottile sottile:
—Non mi picchiare così forte!
Maestro Ciliegia guardò sotto il banco, dentro l'armadio, nella cesta dei trucioli, anche fuori nella strada: nessuno!
—Ho capito, la vocina me la sono immaginata io —disse ridendo—. Torniamo a lavorare.
E diede un gran colpo al pezzo di legno.
—Ahi! Mi hai fatto male! —gridò la vocina.
Questa volta maestro Ciliegia restò con gli occhi fuori dalla testa e la bocca aperta per la paura. Possibile che quel pezzo di legno avesse imparato a piangere come un bambino? Prese il legno con due mani e lo sbatté forte contro i muri. Poi ascoltò: niente. Allora, per farsi coraggio, cominciò a cantare e prese la pialla per pulire il legno. Ma la vocina disse ridendo:
—Smetti! Mi fai il solletico!
Il povero maestro Ciliegia cadde a terra come fulminato. E perfino la punta del suo naso, per la paura, da rossa diventò blu.
In quel momento qualcuno bussò alla porta. Era Geppetto, un vecchietto vivace. I ragazzi del quartiere lo chiamavano Polendina, per prenderlo in giro, perché aveva una parrucca gialla che sembrava polenta. E Geppetto, quando lo chiamavano così, diventava una bestia.
—Buongiorno, mastro Antonio. Che cosa fate per terra?
—Insegno l'aritmetica alle formiche. E voi, che cosa volete?
—Stamattina mi è venuta un'idea. Voglio costruirmi un burattino di legno, un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali. Con lui voglio girare il mondo per guadagnarmi un pezzo di pane e un bicchiere di vino.
—Bravo Polendina! —gridò la solita vocina.
Geppetto diventò rosso come un peperone.
—Perché mi offendete?
—Io? Non sono stato io!
—Sì!
—No!
E dalle parole passarono ai fatti: si graffiarono e si morsero. Alla fine, maestro Ciliegia aveva in mano la parrucca gialla di Geppetto, e Geppetto aveva in bocca la parrucca grigia del falegname. Si restituirono le parrucche, si strinsero la mano e giurarono di restare amici per tutta la vita.
Allora maestro Ciliegia, contentissimo, diede a Geppetto quel pezzo di legno che gli aveva fatto tanta paura. Ma il legno saltò dalle sue mani e colpì forte le gambe del povero Geppetto. E così litigarono un'altra volta! Poi fecero di nuovo la pace, e Geppetto tornò a casa zoppicando, con il suo bel pezzo di legno.